P. Justo Lofeudo
I DOMENICA DI QUARESIMA
Di PADRE JUSTO ANTONIO LO FEUDO
I DOMENICA DI QUARESIMA
Quando andiamo in quel deserto per adorarlo in silenzio, rispondiamo alla Sua chiamata:
“Venite a me, voi che siete stanchi, voi che siete oppressi, voi che avete tanta paura, tanto timore, voi che vivete in questo tempo terribile,“
e riceviamo ciò che ci ha promesso quando disse: “Io vi darò sollievo.“
Sì, cari amici, ci chiama al piccolo deserto dell’adorazione, dove ci allontaniamo dal rumore del mondo e ci avviciniamo alle Sue grazie. Ci invita, soprattutto, ad adorarlo senza interruzione. Il male, guardate, il male non si ferma, e così noi non dobbiamo fermarci nella nostra adorazione.
Ci chiama a formare una specie di cenobio, una comunità che si separa dal mondo per adorarlo come in cielo, senza sosta, giorno e notte.
Gesù Cristo fu tentato di far diventare il pane una pietra per soddisfare la Sua fame, ma la Sua fame e la Sua sete erano ben altre, molto diverse.
Fame e sete della salvezza delle anime.
Fame e sete di te, di me, del tuo amore, della tua adorazione.
Gesù ha dimostrato di essere il Figlio di Dio non facendo diventare la pietra pane, ma diventando Lui stesso pane per noi, pane di vita eterna per noi, noi che a volte siamo come pietre.
“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.“
Ha dato il Suo corpo, il Suo sangue, la Sua vita, la Sua morte per la mia, per la mia salvezza, per la tua salvezza, per la nostra salvezza, e vi chiama ad adorarlo perché Lui è Dio e il Signore è Dio:
“Tu adorerai, a Lui solo renderai culto.“
Nell’adorazione è la nostra protezione, la nostra restaurazione, perché Lui ci trasforma.
La nostra pace e la nostra unione con il nostro Dio salvatore, questa è la nostra pace.
Chi adora, come dice il salmista, “abita al riparo del Signore” e non conosce sventure.
Dio lo protegge, chi ha riposto la sua fiducia nel Signore, lo troverà nei momenti di adorazione e lì troverà le Sue delizie, il Suo rifugio.
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Sia lodato Gesù Cristo.